Classificazione sismica e climatica

Per consultare meteo e bollettino idrogeologico consultare il sito Arpae  aggiornato in tempo reale, nonchè per particolari condizioni di instabilità meteo, consultando la zona D del bollettino e allerte meteo del sito ufficiale gestito dall’Agenzia per la sicurezza territoriale e la Protezione Civile e da ARPAE.

Dati Geografici

Altitudine: 19 m s.l.m.
minima: 10
massima: 19
Misura espressa in metri sopra il livello del mare del punto in cui è situata la Casa Comunale. Le quote minima e massima del territorio comunale sono state elaborate dall’Istat sul modello digitale del terreno (DEM) e dai dati provenienti dall’ultima rilevazione censuaria.
Coordinate Geografichesistema sessagesimale
44° 47′ 35,52” N
11° 23′ 21,12” E

sistema decimale
44,7932° N
11,3892° E

Le coordinate geografiche sono espresse in latitudine Nord (distanza angolare dall’equatore verso Nord) e longitudine Est (distanza angolare dal meridiano di Greenwich verso Est).

I valori numerici sono riportati utilizzando sia il sistema sessagesimale DMS (Degree, Minute, Second), che il sistema decimale DD (Decimal Degree).

Fonte: Tuttitalia

Zona sismica

3
Zona climatica

E
Gradi giorno

2.290

Fonte: Tuttitalia

Il Bosco della Panfilia

Il Bosco Panfilia, situato al confine tra la provincia di Ferrara e di Bologna, sorge nell’area golenale del fiume e rappresenta per qualità ed estensione, la più preziosa testimonianza delle antiche foreste planiziali padane.

Nel 1971 la Società Italiana di Botanica ha classificato la Panfilia come “sito di notevole importanza vegetazionale, biotopo unico nel suo genere tra i boschi igrofili, per quanto riguarda l’associazione di piante che lo compongono”.

Il Bosco della Panfilia, oasi di protezione della fauna, si è formato circa tre secoli fa, in stretta relazione con le vicende idrogeologiche del fiume Reno.

Con una superficie di circa 81 ettari, l’area è situata in un’ampia ansa golenale del fiume ed è soggetta a periodici allagamenti in relazione alle piene. La Panfilia è un classico esempio di bosco igrofilo di pianura e presenta la tipica vegetazione dei boschi golenali, con farnia, pioppo bianco, frassino, salice bianco, olmo, acero campestre gelso bianco e diversi esemplari di sanguinella, prugnolo, nocciolo, biancospino, sambuco. Nel bosco si trovano specie rare di funghi e il preziosissimo e ricercatissimo tartufo bianco. La fauna del Bosco della Panfilia è costuituita da uccelli come il merlo, lo storno, la cornacchia grigia, la ghiandaia; mammiferi, quali la lepre, il riccio, il ghiro, la talpa, la volpe. L’area, unica nel genere di “bosco che si allaga” è stata inserita tra i Siti di Interesse Comunitario (SIC), (vedi approfondimento sulla sezione del sito del Ministero dell’Ambiente). Per un approfondimento, sulla vegetazione, fauna e cartografia, è possibile consultare la sezione del sito della regione ER su Bosco di Sant’Agostino o Panfilia. Il Bosco è visitabile in ogni stagione dell’anno, preferibilmente nei mesi primaverili e autunnali (è sconsigliabile quando l’ambiente è molto umido o dopo piogge abbondanti). All’interno non esistono strutture per il riposo o il ristoro, ma all’entrata principale (in Via del Cavo), oltre al parcheggio vi è un’area attrezzata con panchine, tavoli e una fontana con acqua potabile. Chi è interessato a visitare il Bosco, con l’aiuto di una guida, può contattare la locale sede del WWF o della Proloco. Nel passato, il Bosco ha rappresentato per la popolazione locale una fonte di sostentamento, sia per l’approvigionamento di legname, che per la raccolta dei prodotti del sottobosco, tra i quali in particolare il pregiatissimo tartufo bianco ovvero Tuber Magnatum. Si è quindi creato un legame inscindibile tra la comunità e l’area naturale, che ha nel tempo, influenzato cultura, tradizioni e stile di vita delle genti del luogo.

Da anni, nel nostro Comune si svolge la Sagra del Tartufo che vede coinvolto l’intero paese proprio per questa peculiarità.

Monumenti significativi del nostro territorio

Il Palazzo del Municipio

Il Palazzo del Municipio  costruito nel 1864 ed ornato di porticato in stile neoclassico, con la piazza antistante, delimitata da 13 blocchi di marmo, che in passato erano utilizzati per delimitare i territori confinali delle Legazioni di Ferrara e Bologna. Recentemente è stato inaugurato il nuovo assetto architettonico della piazza, dove si nota un’opera scultorea che richiama la storia della comunità e lo stemma comunale.

La Chiesa Parrocchiale di San’Agostino

La Chiesa Parrocchiale di San’Agostino la prima chiesa risalente al XVI secolo, con campanile eretto nel 1626, fu gravemente danneggiata durante la rotta della Panfilia (nei secoli stabile privato ad uso civile, è stato di recente ristrutturato e si trova sul lato destro di piazza Pertini).

Si rese perciò necessaria una ricostruzione: il conte Corradino Ariosti di Bologna fece gettare le fondamenta della nuova chiesa, ma si dovette aspettare fino ai primi del XIX secolo per portare a termine i lavori, eseguiti in uno stile neoclassico molto sobrio. Nel 1823 fu elevato nuovo il campanile.

Oratorio Ghisleri

L’Oratorio Ghisilieri – Chiesa Vecchia di San Carlo (1685)  è il più antico esempio di architettura religiosa e artistica del Comune di Terre del Reno. Unico nel suo genere, rispetto alle chiese erette nello stesso periodo sul territorio, è un monumento di notevole interesse. Questo edificio venne eretto nel 1685 dal noto architetto bolognese Agostino Barelli (1626-1697), per volontà del senatore Francesco Ghisilieri (1650-1712), noto mecenate di Bologna, la cui famiglia qui possedeva una vasta tenuta di caccia con residenza padronale. La chiesa è dotata di un ricco patrimonio artistico, tutte opere di notevole fattura.

Tra di esse spiccano i pregevoli affreschi seicenteschi che adornano la volta e le pareti, venuti alla luce in seguito ai recenti restauri: le figure dell’affresco della volta sono opera di Biagio Bovi (esponente della scuola bolognese dei Carracci), mentre il pittore bolognese Tommaso Aldrovandini (1653-1736) è autore della quadratura che lo incornicia.

Attribuita sempre a Biagio Bovi anche la grande pala dell’altare maggiore (della fine del Seicento), mentre sull’altare di destra, sono collocati la tela di Sant’Antonio da Padova inginocchiato davanti al Bambino Gesù, opera del Guercino e Benedetto Gennari Junior (Cento, 1591-1666; Cento 1633-1715) e un busto di Cristo sofferente in terra cotta policroma (XVII secolo), entrambi di grande pregio. Tra i tanti preziosi manufatti e reliquie conservate in questa chiesa, si segnala anche una suggestiva composizione in cotto del “Compianto” di Cristo morto, ricostruzione di una più antica scultura lignea andata distrutta, ubicata in una cappelletta esterna dell’edificio.

Chiesa di Dosso

Chiesa di Dosso dedicata a San Giovanni Battista, fu costruita all’inizio del Settecento, con il più semplice stile dell’epoca e sorge accanto al campanile. Al suo interno si ammira una tela raffigurante San Giovanni, eseguita nel 1785 dal bolognese Gandolfi. Si può amminare il pregevole intervento di restauro cliccando qui.

Il Campanile di Mirabello

La torre del campanile nacque, durante la reggenza di don Giovanni Pranzini, su progetto dell’ingegnere architetto bolognese Luigi Gulli (1862-1945), autore delle chiese di Poggio Renatico, Crevalcore, e del duomo di Pesaro.
Il primo disegno è del 7 Marzo 1901, a cui seguì la collocazione della prima pietra il 20 Settembre dello stesso anno. I lavori si protrassero fino al 1905, allorchè il 18 Giugno viene collocata la croce sopra la sommità delle cuspide.
L’altezza complessiva del manufatto è di 56,37 metri. Il 20 Ottobre 1905 furono consacrate ed inaugurate dal Card. Svampa le quattro campane costruite dalla fonderia Brighenti di Bologna, che si sono conservate nel tempo e suonabili manualmente ‘a doppio’ secondo la tradizione dei campanari bolognesi.

L’edificio ha subito danni a seguito del sisma dell’Emilia Romagna del 2012, pur mantenendo la sua integrità; è in attesa di un restauro conservativo.

La Chiesa di Mirabello

L’attuale Chiesa Parrocchiale, dedicata a San Paolo, è un manufatto del XX secolo, nato anch’essa su progetto dell’ingegner Gulli, su trasformazione di una precedente chiesa del 1804 costruita da Don Giuseppe Serra, ai tempi in cui la parrocchia di Mirabello era ancora sussidiale di S. Agostino.
In seguito alla costituzione di Mirabello come parrocchia autonoma nel 1840, le prime intenzioni di una trasformazione con ampliamento della chiesa parrocchiale furono comunicate durante una pubblica conferenza il 26 Aprile 1914 durante la reggenza di don Pranzini.

I lavori videro tuttavia la posa della prima pietra solo il 2 Maggio 1929, durante la reggenza di don Giuseppe Alvisi; la fabbrica proseguì nel 1937 con la demolizione della vecchia chiesa, e il corpo principale venne completato nel 1943, in piena II guerra mondiale; nel 1945 la navata venne lesionata da bombardamenti bellici.

Dopo varie successioni di parroci, l’altare maggiore fu inaugurato nel 1951 e nel 1954 si completrono alcune cappelle interne.
Nel 1959 fu conclusa la gradinata di accesso al portale della chiesa dalla piazza principale del paese.

Il manufatto è stato pesantemente danneggiato dal sisma dell’Emilia Romagna del 2012 ed è ancora in attesa di un piano di ripristino.

Il Palazzo Sessa-Aldrovandi

La storia del Palazzo Sessa trae le proprie origini da una antica proprietà della famiglia Ruini, che tra San Carlo e Mirabello possedeva per tramite della duchessa Isabella un palazzo, ancora raffigurato in una mappa del 1659, le cui forme assomigliano alle linee architettoniche dell’attuale villa; tuttavia questo antico predecessore fu demolito, e la sua collocazione non era nello stesso punto della costruzione odierna.
Divenuto proprietario della tenuta nel 1723 il cardinale Pompeo Aldrovandi (1668-1752) egli si adoperò per la trasformazione di una ‘casina’ o ‘barchessa’ (ovvero edificio a corpo centrale per uso agricolo circondata da porticato e pilastri), fino a portarla alle attuali forme di palazzo signorile.

Il progetto del palazzo fu affidato all’architetto bolognese Franco Maria Angelini (1681-1731) , e completato alla morte di quest’ultimo da Alfonso Torreggiani (1682-1784).

Nel 1732 il palazzo fu interrato, ovvero circondato di una quota di circa tre piedi[1] di materiale di riporto, e innalzato nella quota di  pavimentazione a pianterreno, per evitare che nei periodi di piena del Reno le acque e le falde sorgive raggiungessero l’interno dell’abitazione.

Dopo la morte del Cardinale la proprietà assieme alle grandi Tenute Raveda e San Vincenzo passò ad alcuni eredi della stessa famiglia; successivamente a partire dall’Ottocento i beni furono acquistati dal cittadino bolognese Giuseppe Zucchini e poi dal conte Francesco Milzetti. Seguirono diversi passaggi di mano alle famiglie Levi, Morardet e infine Soresi, che nel 1878 vendette il patrimonio alla famiglia Sessa. Rodolfo Sessa fu l’assegnatario dell’eredità nel 1881. Gli attuali proprietari Soncini-Sessa sono discendenti familiari del ceppo comasco della dinastia.

[1] Considerando il piede bolognese pari a 0,38 m. la quota dell’interrimento è di oltre 1 m.

Fonti:
-Appunti manoscritti del Prof. Davide Casari sulla storia della parrocchia di Mirabello.
-Notizie storiche del prof. Rodolfo Soncini tratte dal sito internet ‘Il museo di Mirabello’.

Fra le vecchie residenze nobiliari, sparse sul territorio, si evidenziano dal punto di vista architettonico, nel territorio di Sant’Agostino: “Le Torri di Corte Palazzo” (proprietà Fenati), “Il Palazzo Quattro Torri”, “Il Fantino” (ex residenza estiva della Famiglia Rusconi); a San Carlo: “Villa Ghisilieri-Ludergnani”.

Info e numeri utili

Orari di apertura al pubblico Uffici Comunali

In Territorio di Sant’Agostino – Via Matteotti, 7
Uffici: Anagrafe, Stato Civile, Servizi Sociali, Scuola, Tributi Protocollo, Contributi Autonoma Sistemazione.
Info: 0532 – 844411
Dal lunedì al venerdì dalle ore 9.00 alle ore 13.00.
Il giovedì dalle 15.30 alle 17.45.
Al sabato servizi demografici in alternanza Sant’Agostino-Mirabello dalle 9.00 alle 12.00 (vedi dettagli di programmazione sul sito:http://www.comune.terredelreno.fe.it/)

Orari Biblioteca Comunale

Via Statale n. 191 – Entrata in via Bianchetti
Tel: 0532 845705

Guardia Medica

Il servizio si attiva nei seguenti orari:
tutti i giorni feriali dalle 20.00 alle 08.00
-dalle 08.00 del sabato o del giorno prefestivo fino alle 08.00 del giorno post-festivo.

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